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The Redemption of Nature: il progetto di Stefano Cerio per il mudaC premiato dal Ministero della Cultura

dom 16 nov . 2025

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The Redemption of Nature è il titolo del progetto fotografico e video dell’artista romano Stefano Cerio, a cura di Angela Madesani, con il quale il Comune di Carrara si è aggiudicato l’avviso pubblico Strategia Fotografia 2025 della DGCC-Direzione Generale Creatività contemporanea del Ministero della Cultura.

Il progetto, selezionato dalla direzione scientifica del mudaC | museo delle arti Carrara e supportato da una rete di partner, oltre che dalla riconosciuta esperienza dell’artista, si avvale di due prestigiosi partenariati quali la Fondazione Orestiadi di Gibellina e il FAI Sardegna, andandosi a inserire con coerenza nella missione stessa del museo, da sempre impegnato nella rilettura contemporanea del paesaggio, della materia e della memoria. Il lavoro dell’artista, che documenta la resilienza ecologica e la rigenerazione della natura dopo gli incendi nel Mediterraneo, dialoga con le linee di ricerca del museo, che indaga il rapporto tra arte, territorio e sostenibilità.

La collezione del mudaC, articolata in scultura, installazione, fotografia e video, rappresenta il contesto ideale per accogliere un progetto che usa proprio questi linguaggi per costruire una narrazione ambientale e antropologica. L’attenzione del museo per le pratiche artistiche legate al presente, alla cultura materiale e al paesaggio trova una forte rispondenza nell’opera di Cerio, che osserva la natura come organismo reattivo, capace di trasformare il trauma in nuova forma.
Il progetto si allinea inoltre con i principi della Carta di Carrara, documento promosso dal museo che sancisce il ruolo dell’arte nella rigenerazione dei territori e nella riflessione sui cambiamenti climatici.
L’acquisizione dell’opera rappresenta dunque un atto culturale coerente con le direttrici strategiche del mudaC, arricchendo la collezione permanente con una testimonianza artistica attuale e necessaria.

La proposta è pienamente realizzabile e già avviata: nel 2025 è prevista una residenza artistica di Stefano Cerio in Sicilia e Sardegna, regioni identificate per la loro rilevanza ambientale e simbolica, dove verranno realizzate le riprese fotografiche e video nei territori colpiti dagli incendi. Durante la residenza sono previsti sopralluoghi, ricerca e produzione, con il supporto logistico di istituzioni e reti culturali locali.
Nel 2026 il progetto sarà presentato in due anteprime pubbliche: una mostra all’aperto a Gibellina (durante l'edizione speciale di Gibellina Photoroad festival, parte degli eventi di Gibellina Capitale Italiana dell'Arte Contemporanea 2026), luogo emblematico del dialogo tra arte e territorio post-traumatico, e due incontri pubblici (a Gibellina e in Sardegna) in forma di talk o tavola rotonda, per condividere i risultati della ricerca con le comunità locali.
Questi momenti di restituzione precederanno la presentazione ufficiale al mudaC, dove il progetto sarà esposto in una mostra temporanea e successivamente acquisito nella collezione permanente del museo.

Stefano Cerio vive e lavora tra Roma e Parigi. Dal 2001 si interessa di fotografia di ricerca e di video. Nel 2004 espone il progetto Machine Man al Lattuada Studio di Milano. Nel 2005 la Città della Scienza di Napoli gli dedica la personale Codice Multiplo. Nel 2008 realizza per la regione Piemonte un’installazione per la mostra Le Porte del Mediterraneo a Rivoli ed espone Souvenirs alla galleria Changing Role di Roma. Del 2009 è la personale Sintetico Italiano nella Certosa di Capri dal titolo. Nel 2010 realizza due mostre alla Galerie Italienne di Parigi ed espone al museo Madre di Napoli nella collettiva O’Vero. Nel 2011 espone Winter Aquapark alla Fondazione Forma di Milano, la mostra è accompagnata dal volume Aquapark pubblicato da Contrasto; nello stesso anno mostra il video Summer Aquapark al Maxxi di Roma. Nel 2012 espone la serie Night Ski allo Studio Trisorio di Napoli e nel 2013 la serie Chinese Fun da Noire Contemporary Art a Torino. Nel 2014 espone Cruise Ship al Mois de la Photo a Parigi. Nel  2015 Chinese Fun diventa un libro per Hatje Cantz e una mostra alla Fondazione Volume a Roma. Nel 2017 Hatje Cantz pubblica un nuovo libro, Night Games, che diventa una personale da Camera a Torino. Nel 2018 il Museo Pignatelli di Napoli gli dedica una importante retrospettiva e nel 2019 l’Istituto italiano di cultura di Parigi espone Constructions instables. Nel 2021 ha realizzato un’opera per la nuova sede del museo Maxxi all’Aquila a cui nel 2022 è seguito un nuovo libro per Hatje Cantz: Aquila. Nel 2024 espone al Maxxi di Roma nella mostra The Large Glass ed è in collezione a Palazzo Collicola di Spoleto grazie a Strategia Fotografia 2024.
www.cerio.it

Angela Madesani, storica dell’arte, ha curato numerose mostre presso istituzioni pubbliche e private italiane e straniere. Tra le altre al P.A.C. di Milano, la prima edizione del Festival Europeo della Fotografia, Reggio Emilia e la mostra Kaléidoskope d’Italie presso il CNA di Dudelange, la Biennale Donna di Ferrara, ArteNumero presso il MAR di Aosta. Collabora con Artribune. È docente di Storia dell’arte contemporanea all’Accademia di Belle Arti di Carrara. Dal 1997 insegna Storia della fotografia all’Istituto Europeo di Design di Milano. È autrice di numerosi saggi e volumi monografici dedicati, tra gli altri, a Gabriele Basilico, Anne e Patrick Poirer, Giuseppe e Emanuele Cavalli, Franco Vaccari, Vincenzo Castella, Stefano Cerio, Francesco Jodice, Luigi Ghirri, Giulio Paolini, Cioni Carpi, Satoshi Hirose
 

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